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Europa

Ucraina, l’Ue è con Meloni ma resta da sciogliere il nodo sul negoziatore

Costa: "Prendo atto e concordo, parleremo al Consiglio di Dublino"

di Alessio Pisanò

ROMA – “Concordo con lei sul fatto che l’Europa debba agire con coerenza, unità e determinazione. Prendo atto della richiesta di approfondire la questione in occasione della prossima riunione informale del Consiglio europeo, a Dublino, e dedicherò del tempo a questa discussione”. È con queste parole che il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha replicato alla lettera con cui la premier italiana Giorgia Meloni è tornata a chiedere una linea europea compatta sui negoziati per porre fine al conflitto in Ucraina. Nel testo, che arriva dopo gli incontri su Kiev tenutisi tra mercoledì e giovedì a Bruxelles con emissari americani, inviati ucraini, funzionari della Nato e rappresentanti degli E3 (Regno Unito, Francia e Germania), Meloni aveva denunciato la scarsa credibilità di un’Europa “che va in ordine sparso”, facendo così “l’interesse di chi vuole che questa guerra continui”.

Da qui la richiesta che la questione fosse discussa “al Consiglio europeo informale di Dublino, affinché quello di dicembre sia in grado di formalizzare una decisione sul punto, anche dopo un raccordo con il Regno Unito, la Norvegia e gli altri partner europei interessati”. La richiesta di compattezza è stata sostenuta anche dall’Alta rappresentante Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, che in conferenza stampa in Portogallo ha dichiarato: “Sono d’accordo con la premier Meloni sul fatto che non dovremmo parlare con voci diverse. Dobbiamo restare uniti nel ribadire che le questioni sollevate dalla Russia richiedono una decisione a livello europeo. Se ci presentiamo uniti nel trasmettere questo messaggio, il nostro peso potrebbe essere effettivamente preso in considerazione”. Alla lettera si è associata anche la Commissione europea. La portavoce Paula Pinho, nell’incontro quotidiano con la stampa a Bruxelles, ha detto di concordare pienamente sul fatto che l’Europa debba essere coinvolta nei colloqui per una pace sostenibile e duratura in Ucraina, e “sulla necessità di essere uniti, coerenti e determinati nel difendere i nostri interessi e sostenere l’Ucraina”. Pinho ha poi precisato che la Commissione è d’accordo con Costa anche sul passaggio della sua risposta secondo cui gli interessi dell’Ue devono essere rappresentati dalle sue istituzioni, nel rispetto dei Trattati. Le adesioni, almeno per ora, riguardano i principi generali e non il profilo di un possibile negoziatore dell’Unione. Una scelta che sembra richiedere ancora tempo e riflessioni.
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