ROMA – Una sessione inaugurale decisamente importante, seguita con attenzione da oltre 2000 partecipanti ha aperto il Congresso Sifo 2026 in corso di svolgimento presso la Nuvola di Roma. In un auditorium gremito e attento si sono susseguiti gli interventi di Alessandra Mecozzi (presidente del Congresso) ed Arturo Cavaliere (presidente Sifo), concentrati a definire ed indicare quali siano le prospettive professionali del farmacista ospedaliero ed i suoi contributi ad una sanità nazionale che sta cercando di lavorare su ‘Nuovi assetti per la sanità’ (che è titolo dell’evento) più rispondenti alle richieste di salute dei cittadini.
I QUATTRO DRIVER DEL CAMBIAMENTO
La presidente del Congresso, Alessandra Mecozzi, ha centrato il suo discorso su tre quesiti: “Cosa sta cambiando oggi in sanità? come cambiare? e cosa preservare delle esperienze pregresse?”. La presidente ha ricordato che i quattro driver del cambiamento attuale sono transizione demografica, innovazione terapeutica, trasformazione digitale e mutamento degli assetti territoriali. Ricordando che di fronte a questi mutamenti il farmacista ospedaliero è una professione che cresce negli ambiti di governance, prevenzione e one-health, appropriatezza clinica e di integrazione di rete, Mecozzi, ha concluso affermando che il “futuro chiede a noi professionisti di essere in grado di integrare tre dimensioni fondamentali, quella delle competenze scientifiche, quella delle competenze gestionali e la responsabilità professionale”.
IL RUOLO DEL FARMACISTA OSPEDALIERO
Arturo Cavaliere, nella sua visione di presidente Sifo, ha delineato un percorso in cui ha mostrato l’evoluzione del farmacista ospedaliero in questi ultimi decenni, definendo oggi un ruolo decisamente ampio ed alto nel governo clinico della salute, che si esprime in un profilo di valore nella valutazione delle terapie e negli acquisti, nella dimensione dell’appropriatezza e della sicurezza del farmaco e dei dispositivi, e nella partecipazione competente nella gestione delle terapia avanzate (Car-T, terapie geniche, radiofarmaci, terapie per patologie rare). Cavaliere ha concluso presentando “i quattro impegni Sifo per il prossimo periodo: Formazione e Ricambio generazionale, Contributo tecnico continuo ai tavoli ministeriali, Lavoro su Dati ed appropriatezza (con particolare attenzione a digitalizzazione e dossier farmaceutico) e implementazione della figura di Farmacista Clinico e prescrittore”.
GEMMATO RICORDA IL NUOVO FINANZIAMENTO DEL FONDO SANITARIO NAZIONALE
I due interventi istituzionali centrali della sessione d’apertura del 47° Congresso Sifo sono stati quelli del sottosegretario al ministero della Salute, Marcello Gemmato, e del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, entrambi ricchi di riferimenti agli approfondimenti proposti da Arturo Cavaliere ed Alessandra Mecozzi. Il sottosegretario Gemmato ha puntualizzato che “la figura del farmacista ospedaliero ha un’importanza fondamentale nell’aderenza terapeutica, nella compliance, nella verifica della spesa, ed anche nel processo complessivo della personalizzazione delle cure”. Il sottosegretario ha ricordato che il nuovo finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale, 3,4 miliardi di euro in più in questa Legge di bilancio, può essere un ulteriore leva di sostenibilità, “anche se oggi non è sufficiente solo investire, ma servono nuovi modelli organizzativi. Ed in questi nuovi modelli la figura del farmacista ospedaliero diventa fondamentale, strategica e centrale sia per la governance centrale della sanità che per le governance regionali”. “In prospettiva- ha precisato Gemmato- devo dire che si parla tanto di farmacista clinico e di farmacista prescrittore, dimensioni professionali che già in altri paesi europei sono ben conosciute. Credo che anche in Italia queste nuove funzioni potrebbero fare da volano di miglioramento delle performance del nostro Servizio Sanitario Nazionale”.
ROCCA: “STO CERCANDO DI VALORIZZARE LE PROFESSIONI DELLA SALUTE”
Dal canto suo anche il presidente Francesco Rocca ha sottolineato che “il farmacista ospedaliero è da sempre una figura manageriale, però oggi il suo contributo può essere fondamentale anche all’interno dei team multidisciplinari, come stimolo al lavoro comune e apportando conoscenze e professionalità specifiche. Personalmente in regione Lazio sto cercando di valorizzare le professioni della salute, perché sono loro al centro del nostro Servizio Sanitario Regionale”. Il presidente del Lazio ha poi confermato che “l’idea del farmacista clinico e di reparto può condurre a un migliore dialogo sull’appropriatezza clinica e sull’aderenza terapeutica delle scelte che vengono compiute nell’interesse del paziente”. Rocca ha concluso il suo intervento anticipando che chiederà ad Arturo Cavaliere – nel suo ruolo di dg dell’ASL di Frosinone – di “provare ad identificare un percorso specifico di farmacista clinico all’interno di un’azienda territoriale regionale. Potrebbe essere un primo e inedito modello a livello nazionale”.
TANTE LE PERSONALITÀ
La sessione inaugurale ha registrato anche i saluti istituzionali del presidente Aifa Robert Nisticò (“Il farmacista ospedaliero ha un ruolo fondamentale nella governance del farmaco”), del dg dell’Agenas, Angelo Tanese (“Si respira qui un’atmosfera di forte e coesa comunità professionale”), del presidente Federsanità Anci Fabrizio D’Alba (“Occorre da parte di tutti un nuovo protagonismo per rinnovare il Ssn”), del presidente Fofi, Andrea Mandelli (“Anche nei cambiamenti in corso deve essere certa una cosa: dove c’è un farmaco ci deve essere un farmacista”). Con loro sono intervenuti anche il presidente Fiaso, Giuseppe Quintavalle, Giovanni Migliore (direttore Comunicazione ministero della Salute), Pierpaola d’Alessandro (in rappresentanza del Comune di Roma), Antonio Aurigemma (presidente del Consiglio Regionale del Lazio) e Fulvio Berardo di Farmindustria.
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