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Marco Mengoni “Allo Sbagliato”: bravissimo, imperfetto e scomodo

I live intimi e diversi nel nuovo spazio milaneseMilano, 6 nov. (askanews) - Marco Mengoni ha dato ufficialmente il via alla programmazione di Allo Sbagliato, il nuovo spazio milanese nato per fare le cose al contrario, con la direzione creativa del cantautore fino al 19 dicembre: sette settimane con 36 serate ognuna diversa da quella…

I live intimi e diversi nel nuovo spazio milanese

Milano, 6 nov. (askanews) – Marco Mengoni ha dato ufficialmente il via alla programmazione di Allo Sbagliato, il nuovo spazio milanese nato per fare le cose al contrario, con la direzione creativa del cantautore fino al 19 dicembre: sette settimane con 36 serate ognuna diversa da quella precedente. Un concerto diverso, di grandissima qualità, in cui Mengoni accompagnato da una band di eccezione dà il meglio di se. Per Marco “sbagliato” è tutto ciò che non è canonico: tutto gira attorno al concetto di imperfezione, ciò che sorprende, spiazza e che, anche solo per un dettaglio, non è quello che ci si aspetta. Da qui la camicia abbottonata storta, i cambi continui di scaletta e le pause e le chiacchiere tra un pezzo e l’altro. Un’idea che diventa il filo conduttore dell’intero progetto, dal programma all’allestimento fino al modo di vivere la serata. Certo non è un concerto comodo in ogni senso, pochi posti a sedere, non tutti quelli che sono in piedi hanno una buona visibilità anche se l’audio è decisamente di qualità, ma la scomodità è parte di quella imperfezione cercata da Marco che fa diventare unica ogni serata e che costringe stando senza cellulari ad interrogarci sulla musica e sull’esperienza che si vive in quel momento non passando dalla mediazione dello schermo. Poi la polemica per i prezzi non esattamente popolari a cui il cantautore ha risposto dicendo: “Pensate a questo concerto come a una cena stellata”. Allo Sbagliato è un contenitore multidisciplinare in cui musica, arte, teatro, comicità e design si incontrano, si mescolano e si contaminano; un luogo dall’identità ibrida, volutamente fuori dagli schemi, dove atmosfere underground, richiami vintage e design contemporaneo convivono senza seguire regole precise.Al centro del progetto c’è una residency del cantautore da 26 serate dal vivo, prodotte e organizzate da Live Nation, in cui Marco si esibisce in mezzo al suo pubblico insieme alla sua band di 11 musicisti, per annullare ogni barriera: non ci sono transenne né palco, il pubblico circonda l’area dell’esibizione e Marco è libero di muoversi per tutto lo spazio del club. La musica, tutta suonata dal vivo, affonda le radici nel soul, nel blues e nel rhythm and blues, tra groove e un certo gusto per l’imperfezione, che dà il nome al progetto. Non c’è una scaletta prestabilita: sera dopo sera, Marco e i suoi musicisti le danno forma anche all’ultimo momento, attingendo a un repertorio di circa sessanta brani, per metà tratti dal catalogo del cantautore e per metà scelti tra le canzoni che ama, che lo hanno influenzato e ispirato. Così nessun concerto è uguale al precedente, e ogni serata diventa un’esperienza che non si ripete mai allo stesso modo.