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Politica

Dopo le Midterm negli Usa, ecco le prossime principali elezioni nel Mondo

Chiamata alle urne in Spagna, Francia, Italia, Polonia e Grecia ma anche in Argentina

ROMA – La consueta attenzione mediatica e politica alle elezioni negli Stati Uniti ha quest’anno un significato ulteriore: grandi Paesi europei, tra cui Francia e Spagna, ma anche Polonia, Grecia, Italia e poi, oltre l’Europa, paesi come l’Argentina, andranno alle urne, e i rispettivi schieramenti ed elettorati potrebbero restare influenzati dall’avanzata dei democratici americani, a svantaggio dei conservatori nazionalisti guidati da Donald Trump.

CHIAMATA ALLE URNE PER LA SPAGNA

Il primo appuntamento è in Spagna, dove a fine novembre il dimissionario Pedro Sanchez cercherà la riconferma del governo socialista dello Psoe. Dopo il disastro ferroviario della settimana scorsa, in cui hanno perso la vita una settantina di persone, il suo partito è sceso nei sondaggi. Così, stamani, dopo la notte elettorale, Sanchez è stato il primo leader europeo a commentare la rimonta storica dei democratici sui repubblicani di Trump, affermando che “dopo il Brasile e gli Stati Uniti, anche gli spagnoli fermeranno l’ultradestra”. I cittadini, ha scritto su X, “hanno votato contro le politiche che impoveriscono. Contro l’odio. Contro il maschilismo. Contro il negazionismo climatico e contro i privilegi delle élite”.

LA FRANCIA TRA LE INCERTEZZE DEL DOPO MACRON

Ad aprile 2027 sarà il turno della Francia, dove si cercherà il successore di Emmanuel Macron. Dopo le manifestazioni con milioni di partecipanti tra liceali, universitari, insegnanti, ma anche lavoratori, la Francia ha seguito il voto americano nel periodo forse più agitato della sua storia recente. Ad aprile, per ora, i principali candidati sono l’esponente del nazionalismo conservatore di Rassemblement Nationale, Marine Le Pen, vicina alle posizioni di Trump, e il suo opposto, Jean-Luc Mélenchon, della France Insoumise, che ha cavalcato il disagio espresso nei cortei per il carovita e il peggioramento dei servizi, a partire da scuola e sanità.Nel campo centrista invece non si è delineato ancora un vero e proprio “delfino” di Macron. Oggi, il ministro degli Esteri del suo governo, Jean-Noel Barrot, ha rilasciato un commento che entra poco nel merito della battaglia politica: “I risultati non sono né contestabili né contestati. Il presidente degli Stati Uniti in persona ha ammesso e riconosciuto l’ottima performance dei candidati democratici e questa è un’ottima notizia per la democrazia americana”.

LA POLONIA AL VOTO TRA UN ANNO MA GIÀ SCONTRO IN ATTO

A novembre del 2027 alle urne andranno invece i polacchi: lo scontro sarà tra l’attuale presidente Karol Nawrocki, leader del partito nazionalista Diritto e giutizia (Pis), e quello europeista e liberale dell’attuale primo ministro Donald Tusk. Uno scontro politico che nei giorni scorsi si è concretizzato anche nel braccio di ferro sulla Corte costituzionale – a cui i sovranisti vorrebbero togliere indipendenza, a favore dell’esecutivo. I primi guardano anche a Trump come modello per prendere le distanze dagli impegni militari e umanitari stretti con l’Ucraina. Una svolta che mette in forte imbarazzo Bruxelles, che invece spinge per mantenerli pienamente, sia come Unione, sia attraverso le posizioni dei 27 Stati Membri, in chiave anti-Russia.

IN PRIMAVERA TOCCA ALLA GRECIA, INCOGNITA-DATA PER L’ITALIA E POI SGUARDO ALL’ARGENTINA

Si prevede battaglia anche in Grecia, in primavera prossima, tra il premier uscente Kyriakos Mitsotakis della formazione conservatrice di centrodestra Nuova Democrazia, e l’ex primo ministro Alexis Tsipras, che ha formato l’Alleanza della sinistra greca (Elas). Tsipras a Mitsotakis contesta eccessiva benevolenza verso gli Stati Uniti di Trump ma anche verso la Turchia, con cui Atene ha controversie territoriali di lungo corso.In Europa, sebbene manchi ancora una data certa, anche l’Italia andrà alle urne, con la coalizione del governo Meloni che risentirà del verdetto dell’elettorato americano su Trump, col quale la premier ha sviluppato una relazione difficile.Infine vale la pena ricordare le elezioni generali che a ottobre 2027 si terranno in Argentina, dove uno tra i principali alleati di Donald Trump, il sovranista Javier Milei, cercherà la riconferma del proprio mandato. Proprio in queste ore l’ex presidente peronista Cristina Kirchner ha annunciato la propria candidatura. Dopo la sconfitta di Flavio Bolsonaro in Brasile, l’attuale inquilino della Casa Bianca potrebbe così perdere un altro “amico” in America Latina.
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